(S)parliamo di caccia

Iniziamo questa rubrica, all’interno della quale saranno affrontate tematiche venatorie e normative che la disciplinano e che è destinata ad ospitare segnalazioni, commenti, proposte e, perché no, anche vivaci polemiche.

 

Disposizioni inattuabili

 

Ogni anno, prima dell’inizio dell’odiata stagione venatoria, il Comitato Faunistico Provinciale (“ organo tecnico-consultivo della Provincia per la tutela della fauna e l’esercizio della caccia”, previsto dall’art. 11 della vigente disciplina venatoria, L.P. 24/1991), delibera ed approva “ogni altra prescrizione riguardante l’esercizio della caccia”. art. 29 della legge citata); il documento amministrativo, così approvato, è titolato “Prescrizioni tecniche 2015/2016 per l’esercizio della caccia in Provincia di Trento” e nella giornata di ieri, 5 marzo c.a., è stato approvato in prima lettura.-

Fra le molteplici disposizioni di cui si compone, oggi, la nostra attenzione cade su questa specifica misura del seguente tenore: “L’esercizio della caccia al fagiano di monte e alla coturnice è consentito esclusivamente con l’impiego di cani da ferma, delle razze canine rientranti all’interno del “gruppo 7”, secondo quanto stabilito  all’Ente Nazionale della Cinofilia Italiana (ENCI) e i relativi meticci”.-

Ogni disposizione, la cui violazione comporta l’applicazione di una data sanzione amministrativa, dovrebbe essere connotata da agevole immediatezza applicativa e .da ragionevolezza. Così, non è.-

Il “Gruppo 7” comprende n° 44 razze di cani da ferma. Chi scrive, è certo che se ad ogni membro del Corpo Forestale Provinciale fossero proiettate altrettante nitide diapositive, raffiguranti le specie de quibus, nessuno sarebbe in grado di riconoscerle tutte e/o buona parte di esse. Ed allora, come potranno esercitare correttamente e compiutamente l’attività di vigilanza sul corretto impiego dell’ausiliario per la caccia a queste specie (fagiano di monte e coturnice)? La risposta è facilmente intuibile.

Tuttavia, l’approssimazione della disposizione non finisce qui. Ad essa si associa un’altra...perla....costituita dalla locuzione “...e i relativi meticci..”.-Siamo alle comiche. Ma chi sarà mai colui che con la sola valutazione visiva riesce a capire se Diana o Zor sono figli meticci di 2 distinte razze di cani che compaiono nell’elencazione delle 44 anzidette? Non vi è persona al mondo capace di farlo, facendo utilizzo della sola vista.

Ed allora, non era più ragionevole disporre che ogni cacciatore che esercita questo tipo di caccia e che deve munirsi di cane da ferma, avrebbe dovuto dotarsi di certificazione attestante la razza del cane e se del caso, meticcio delle tal razze? L’Ordine dei veterinari avrebbe potuto soddisfare questa esigenza, così eliminando a priori notevoli difficoltà, contestazioni e ricorsi.

Già 2000 anni fa, Ovidio diceva: “La semplicità è cosa rarissima ai nostri tempi”.-

Figuriamoci....ai nostri.-

Adriano Pellegrini

6 marzo 2015

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