Daniza, lettera aperta al sindaco di Bocenago (ovvero, velleitaria iniziativa sindacale)

                                                                                                                                                                                            Trento, 1 settembre 2014

Egregio Signor Sindaco,

            da più giorni mi auguro, e con me ritengo un numero crescente di cittadini, che i toni con cui la questione Daniza viene trattata scendano di livello e le posizioni esasperate, espresse su entrambi i fronti, vengano messe in secondo piano, se non dalla stampa, almeno dai decisori politici. Lo ritengo un passo ineludibile perché si possa arrivare ad un soluzione condivisa, non forse sulle scelte che riguardano Daniza, ma almeno sulle norme che regolano l'intero progetto. Purtroppo questo non sta accadendo ed il suo intervento di oggi va esattamente nella direzione opposta; sicuramente esso avrà solo effetti negativi, tra i quali si può annoverare di certo la ulteriore radicalizzazione di talune posizioni, inizialmente più moderate.

            Non trovo nulla di condivisibile in quanto Ella sostiene, come mi permetterò di spiegarLe, se non forse l'affermazione che riguarda la responsabilità del sindaco verso la salute dei cittadini del Comune che amministra. Anche su questo punto però ho delle perplessità e trovo poco credibile tale sua preoccupazione se applicata al caso Daniza. Immagino che, come ogni buon amministratore, anche Lei, consapevole dei limiti e delle risorse a disposizione, abbia fatto un elenco dei problemi cui dedicare attenzione ed abbia stabilito delle priorità. Non conosco nel dettaglio la realtà da Lei amministrata, ma mi pare improbabile che, relativamente alla sicurezza, sia l'orso il problema da mettere al primo posto, mentre ritengo che per la salute dei suoi concittadini rischi assai maggiori derivino dal traffico stradale, dall'inquinamento, dall'uso di pesticidi, dall'uso di attrezzature lavorative pericolose. Quanti incidenti vi sono stati e quanti danni alla salute hanno subito i suoi cittadini per motivi legati agli aspetti che Le ho elencato (elenco non esaustivo, ovviamente) e quanti invece a causa della presenza degli orsi sul territorio del Comune ? Quanti provvedimenti ha preso la Sua amministrazione per migliorare la situazione di rischio su questi aspetti ?

            Naturalmente è di certo possibile che io mi sbagli nell'esprimere questi dubbi e sarò ben lieto se scoprirò che molto è stato fatto ed è pertanto giusto che ora ci si occupi anche di un rischio minore come quello dell'orso. Sul tema salute e sicurezza, mi consenta però un'ultima osservazione. A partire da domenica prossima anche nei boschi del Comune di Bocenago si comincerà a sparare e l'attività continuerà per mesi, cinque giorni alla settimana, tutti i weekend inclusi. Non dubito che Ella conosca la pericolosità dell'attività venatoria che causa in Italia ogni anno decine di vittime ed ancor più numeroso feriti. Nella stagione scorsa, 57 morti per essere precisi (Fonte: Associazione vittime della caccia). Credo che se Ella vuole essere coerente con la sua posizione di garante della tutela della salute di concittadini e turisti, garantendo loro di "frequentare in sicurezza e tranquillità i boschi", qualche provvedimento dovrà pur prenderlo per tutto il periodo in cui, assieme agli orsi, scorazzeranno liberi anche uomini armati.

            Contenuti a parte, anche il tono del suo messaggio mi pare criticabile. Nessuno dovrebbe mai promuovere la "giustizia fai da te". Ben più grave è il fatto se a farlo è un amministratore pubblico. Quel suo minaccioso ultimatum alle istituzioni responsabili della gestione del progetto orso lede le loro prerogative e ne mina la credibilità. Inoltre, non volendo ipotizzare che Ella non sia consapevole delle gravi conseguenze che l'attuazione da parte sua della minaccia di uccisione dell'orsa avrebbe per la Sua immagine - per non parlare dei possibili aspetti penali - e che pertanto è ben lontana da Lei l'idea di porla in atto, debbo concludere che la minaccia stessa sia stata fatta per i soliti motivi, tanto cari a politici e pubblici amministratori, ossia di raccolta di facile consenso. Mi meraviglia assai però che Ella non abbia tenuto conto che la Sua uscita propagandistica potrebbe essere letta da qualche mente debole o esaltata come un invito ad un'azione demenziale e fuorilegge. Compito Suo sarebbe stato intervenire per smorzare gli animi, già troppo accesi nella Sua valle, non alimentare le tensioni.

            Ella ha dichiarato di voler eliminare Daniza, ma di non essere contrario al progetto che, anche se erroneamente, chiamiamo Life Ursus. La questione, messa in questi termini, è troppo semplicistica e forse sbagliata. La prego di leggere il pacato e ricco di spunti articolo pubblicato ieri dal giornale L'Adige, a firma di Duccio Canestrini. Aggiungo che mi auguro lo leggano, o lo rileggano con attenzione, anche tutti i lettori del giornale. Il primo passo da fare per arrivare ad una soluzione accettabile relativamente alla presenza dell'orso nelle nostre terre, è di condividere posizioni e contenuti in esso espressi.

Mauro Nones

Responsabile Ambiente

Pan-EPPAA

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