Osservazioni al disegno di legge portante modifiche alla L.P. 24/1991

Art. 1

1. La relazione al d.d.l. dichiara di porsi l’obiettivo di “aggiornare” l’impianto
sanzionatorio disciplinato dalla normativa in epigrafe.
Invero, trattasi di aggiornamento, quanto meno sul versante pecuniario, più
dichiarativo che effettivo. E’ sufficiente osservare che la perdita di valore della
moneta misurata tra l’anno 1991 (epoca di approvazione della norma) e quello
corrente è fatta pari al 88,04%. Questa dovrebbe essere la misura dell’aumento
per lasciare inalterata nel tempo l’entità della sanzione correlata all’illecito
amministrativo. Di fatto, la lievitazione della pena è di “circa il venti per cento”,
donde una riduzione della stessa di 66,04 punti.
Si appalesa incomprensibile ed inaccettabile la mancata previsione della
recidiva, e correlato inasprimento della sospensione del permesso annuale e
d’ospite per tutte le violazioni venatorie previste dall’art. 49 della L.P. 24.
Onestà intellettuale impone di riconoscere apprezzabile il tentativo,
quantomeno per le sanzioni disciplinari, di approntare un quadro sanzionatorio
a schem+a fisso capace di rimuovere quanto sembra avvenuto in passato e cioè
l’applicazione “domestica” della pena diversa a seconda delle persone
coinvolte.
2. Al fine di evitare interpretazioni difficoltose e/o errate, sarebbe opportuno
precisare, in armonia a quanto previsto dall’art. 8 bis della L. 24 novembre
1981, n. 689, che la recidiva si verifica in caso di reiterazione della violazione
nei cinque anni successivi dalla commissione dell’illecito precedente.
3. L’articolato sanzionatorio confligge con il dettato dell’art. 16 della L.
689/1981 in quanto non consente al trasgressore di accedere all’oblazione
optando per il pagamento della terza parte del massimo della sanzione o del
doppio del minimo edittale, se più favorevole. Invece l’articolato sanzionatorio
proposto conduce alla totale equiparazione tra l’una e l’altra possibilità. Es:
Sanzione lett. a), e così di seguito: 124 x 2 = 248; 744 : 3 = 248. Invece, ove si
aumenti il massimo o si diminuisca il minimo, si rende possibile la diversa
possibilità opzionale, secondo la ratio legis.
4. Non si comprende a quale “comma 2 bis” faccia rinvio il comma 5 dell’art. 1.
5. Quanto previsto dal comma 8 dell’art. 1, andrebbe anche applicato alle
violazioni della stessa natura commesse in caso di utilizzo di permesso d’ospite
giornaliero; altrimenti, i portatori di questo titolo di legittimazione, responsabili

delle violazioni elencate sub art. 1, rimarrebbero esclusi dalle sanzioni
disciplinari, invece previste per i soli titolari di permesso annuale o del
permesso d’ospite annuale.

Art. 2

Apprezzabile l’abrogazione della commissione disciplinare che ho sempre
qualificato quale commissione di…conciliazione, atteso che frequentemente
sono state irrogate incomprensibilmente (per altro verso del tutto
comprensibile…) sanzioni di diversa entità per la stessa tipologia di violazione.
L’attribuzione del potere di irrogazione della sanzione al dirigente del
dipartimento competente in materia di foreste trova la mia condivisione a
condizione, peraltro, che lo stesso non si trovi in condizioni d’incompatibilità,
riscontrabili qualora sia titolare di permesso annuale di caccia. In tal caso, deve
provvedere alla bisogna, suo sostituto nei cui confronti detta incompatibilità
non sussista.

Art. 3

Nessuna osservazione.

Il Presidente : Adriano Pellegrini

Trento, 14 marzo 2019

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