118 per animali da affezione

 

Riceviamo e pubblichiamo da Setti Sergio (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. ) il 6 marzo 2014:
Oggetto: 118 per animali da affezione.

Buongiorno,
lunedì 17 febbraio alle ore 18 circa in Corso Centrale a Levico Terme ho trovato a metà della carreggiata stradale una gattina ferita, presumibilmente investita da un automobilista.
L'animale presentava delle serie difficoltà a muoversi e per evitare fosse schiacciato da qualche automezzo in transito lo ho spostato sul marciapiede. Ho avvisato la Polizia municipale Alta Valsugana che è intervenuta prontamente con due agenti molto disponibili. Essi hanno chiamato la centrale operativa che ha dato istruzioni per il servizio 118 per gli animali da affezione 'non di proprietà' (dopo qualche verifica presso le abitazioni prospicienti la strada abbiamo dedotto che si trattasse di un gatto randagio).

Con i due agenti e una concittadina levicense di origine olandese con un comportamento molto civico e sensibile verso gli animali abbiamo fatto numerose telefonate al 118 centrale operativa provinciale e poi al servizio di Mezzolombardo.
Al 118 ci hanno detto che non intervengono, a Mezzolombardo ci hanno detto che non intervengono sul posto e avremmo dovuto trasportare noi da Levico Terme a Mezzolombardo l'animale ferito ma che avremo dovuto sostenere comunque noi una spesa che secondo i casi avrebbe potuto aggirarsi sulle centinaia di euro.
Pur essendo disposti a fare 40 km (80 andata e ritorno) non avevamo un trasportino per mettere l'animale ferito e in macchina non è consentito trasportare animali liberi per ragioni evidenti di sicurezza, a maggior ragione se si tratta di un animale randagio e ferito.

Quindi il servizio provinciale di fatto non esiste pur se attivato con specifica legge provinciale!
Infine abbiamo portato privatamente la gattina da un veterinario di Levico pagando la signora olandese ed io 100 euro. La gattina purtroppo è morta. Se il servizio non esiste o non funziona non comprendiamo a che cosa serva. 
Toglietelo e fare risparmiare denaro al contribuente trentino o diversamente attivatevi concretamente per renderlo un servizio tale del nome.
Cordialmente
Sergio Setti
Levico Terme

 

Risponde
Adriano Pellegrini, presidente di PAN-EPPAA

Anzitutto, ringrazio per l'apprezzata sensibilità il sig. Setti e la cittadina olandese cui si fa cenno nella corrispondenza telematica.
Di poi, che dire?

Che i servizi pubblici, sovente dimostrano
di essere dei ....disservizi;

Il servizio 118 dichiara di non intervenire sul posto e di trasportare l'animale dove ha sede la pubblica attività: Dove sta scritto quest'obbligo? E se fosse stato un cervo di un quintale e mezzo?
E perché un Cittadino dovrebbe pagare di tasca propria un pubblico servizio? La risposta data al Sig. Setti è palesemente erronea; infatti, l'art. 11, comma 4, del Decreto del Presidente della Provincia del 20 settembre 2013, n. 23-125/Leg. così dispone: "Gli oneri concernenti l'assistenza medica e chirurgica di base e di pronto soccorso ai gatti che vivono in libertà sono a carico dell'azienda sanitaria". Capito, signori operatori pubblici del "servizio" 118? Già nel 1300 un Signore osservava che "le leggi son e chi pon mano ad esse" (Dante); come si vede, l'interrogativo è tuttora pragmaticamente attuale;

Mi auguro che l'Assessore provinciale alla
sanità abbia voglia d'intervenire per eliminare una costosa inefficienza.

Ad maiora.

 

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