L’informazione “a quattro zampe”

 

Una gentile Signora che ha adottato un cane cieco, prelevandolo da un canile dove, diversamente, avrebbe trascorso tutti i suoi giorni, ci ha posto il seguente interrogativo:

E’ vero  che esiste una legge che consente di portare il  cane al ristorante?

La risposta è…parzialmente… negativa.

Tuttavia, per fare doverosa e completa chiarezza occorre precisare che:

° L’art. 83 del DPR 8 febbraio 1954 n. 320 (meglio noto quale Regolamento di polizia veterinaria) prevede che “il Sindaco deve provvedere alla profilassi della rabbia prescrivendo l’obbligo della museruola e del guinzaglio per i cani condotti nei locali pubblici e nei pubblici mezzi di trasporto”. Dunque, indirettamente, questa disposizione legislativa, consente l’accesso ai cani nei ristoranti qualora siano muniti di museruola e portati al guinzaglio.

° L’articolo unico della legge 14 febbraio 1974 n. 37 e successive modificazioni dispone, peraltro in favore dei soli ciechi che “al privo della vista è riconosciuto altresì il diritto di accedere agli esercizi aperti al pubblico (n.d.r.: ed i ristoranti e bar lo sono) con il proprio cane guida”. La ragione contenuta nella norma è talmente evidente che non ha bisogno di essere commentata.

° Queste sono le uniche due leggi nazionali che hanno affrontato la problematica dell’accesso dei cani nei locali pubblici.

° Nell’ottobre del 2013 la FIPE (Federazione Italiana Pubblici Esercizi) ha provveduto alla diffusione del “Manuale di Corretta Prassi Operativa”, approvato dal Ministero della Salute, che al punto 7.6.4. Ammissione di animali negli esercizi  dispone quanto segue: “Fermo restando il divieto di introdurre animali domestici nei laboratori di preparazione e nei depositi di prodotti alimentari, è consentito l’accesso ai cani guida anche non muniti di museruola (Legge 14 febbraio 1974, n. 37) nelle zone aperte al pubblico di ristoranti e altri pubblici esercizi. Gli altri cani devono essere condotti al guinzaglio e muniti di museruola”.

Pertanto e concludendo:

° Non esiste una legge nazionale che in modo esplicito attribuisca il diritto al proprietario/detentore del cane di poterlo portare al ristorante, pur al guinzaglio e con la museruola;

° La FIPE non è, chiaramente, un organo legislativo, bensì l’associazione degli imprenditori dei pubblici esercizi e quindi non può imporre né ai propri associati né a quelli che non lo sono di permettere l’ingresso del cane al ristorante;

° Quest’ultima facoltà è consentita soltanto al titolare del ristorante che ne può permettere l’accesso come pure negarlo (anche attraverso i cartelli: IO QUI POSSO ENTRARE oppure QUI NON POSSO ENTRARE).

Confido di essere stato chiaro ed esaustivo.

Guardia zoofila Adriano Pellegrini 

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