Accattonaggio con l’ausilio di animali

Un appello ai sindaci delle nostre città: cosa aspettate a vietare questa pratica diseducativa?

Sindaci e responsabili delle pubbliche istituzioni sono in genere assai disponibili ad intervenire, sollecitamente, tramite ordinanza, od altro idoneo strumento legislativo e/o amministrativo per disciplinare la sempre problematica convivenza tra gli uomini e gli animali. E’ scontato che debba rilevare che i secondi scontano sempre il millenario antropocentrismo. E così, fioccano, talvolta condivisibilmente, le ordinanze per la raccolta delle deiezioni canine (qui, il maleducato, semmai, è il detentore, non il detenuto), il divieto di alimentare colombi ed avifauna cittadina, disposizioni finalizzate a contenere o ad eliminare l’altrui abbaio, allo scopo di tutelare la pubblica quiete, e molte altre.

Mai, invece, o quasi mai accade, che il tutelato sia l’animale, anche quando si tratta del cosiddetto miglior amico dell’uomo.

Da troppo tempo si assiste all’indifferenza dei responsabili delle Amministrazioni locali di fronte al fenomeno sempre più diffuso di coloro che fanno accattonaggio (talvolta…imprenditoriale) tramite l’utilizzo di cani, gatti e cuccioli di animali, all’evidente scopo di suscitare l’altrui attenzione e tenerezza per mettere mano al portafogli…

Quest’uso degli animali è diseducativo, li obbliga, spesso, a modalità e condizioni detentive del tutto contrarie al benessere degli animali (a proposito, in aperta contraddizione con l’Accordo Stato-Regioni sul benessere degli animali da compagnia del 6 febbraio 2003), sconfina nel reato di maltrattamento di animali, viola l’art. 69 del R.D. 18 giugno 1931 n. 773 ed altro.

Tutto ciò, nell’evidente irresponsabilità dei nostri Primi Cittadini (fatta salva, qualche rara eccezione).

Che dire? Che ci piacerebbe che i Sindaci trentini, quanto meno quegli delle città e dei Comuni più importanti, adottassero un’ordinanza che vieti questa pratica, copiandone l’articolato da quelle di altri Comuni (es. Milano) che da tempo, con responsabile ed apprezzabile civismo, hanno statuito in tale comparto del vivere quotidiano.

Suvvia, Signori Primi Cittadini, dimostrate un barlume di attenzione e date attuazione ad una civile ordinanza idonea a rimuovere e/o contenere questa pratica incivile. Non rendetevi complici dell’altrui maltrattamento.

Il Presidente

Adriano Pellegrini

Trento, 14 febbraio 2014

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