Tagli boschivi

 

I cittadini di Ala hanno assistito in questi anni alla politica di “ contenimento”  della vegetazione di Pino Nero – ma non solo quella vista la pervicacia  dell'Amministrazione nel fare cassa a tutti i costi - , chi con fiducia nelle capacità di discernimento dell'Assessore deputato, chi con rassegnazione , altri (come noi) con rabbia per un' operazione che non era necessario sviluppare in maniera così drastica e violenta.

 

La pineta dei Piazzi sopra l'abitato di Ala messa a disposizione della PAT  per esperienze di taglio,  per la formazione e la convegnistica ne è l'esempio più evidente.  Certo è vero che l'intero manto boschivo verrà estirpato ma tanto varrebbe , anche per dare il segnale  di una programmazione , ultimare i lavori nel minor tempo possibile. E invece si cincischia, si rimanda , si mette mano ad altri territori.....forse il prezzo del Cippato è in calo o gli operatori sono momentaneamente  impegnati in più redditizi tagli? Chiediamolo all'Assessore Zomer Luca, professionalmente competente e molto addentro nella conoscenza del mondo silvo – pastorale.

 

Intanto la pineta , soprattutto in inverno mostra uno spettacolo inverecondo, specchio del procedere di questa amministrazione.  “ A spizzichi e bocconi “ come  ebbe a dire  Totò ,  alla Carlona  o in schietto dialetto   “ alla vatte ciava!”   sempre  comunque nel solco di una conclamata filosofia .

 

  1. Domanda all'assessore:  a quando l'ultimazione dei lavori?

 

La Pineta della Sega: E' ammalata. Deve essere abbattuta , ma se questo risponde a verità perché non porre mano  quanto prima e  con altrettanta celerità provvedere a nuove piantumazioni? Le aree rese libere dal Pino Nero sono invase dalla spine e dalle erbacce, le poche piantine messe a dimore annaspano verso la luce con poche possibilità. Eppure la  zona è  di facile accesso,  risulta frequentata assiduamente , sorvegliata e controllata quasi quotidianamente ,  eppure l'ambiente degrada sempre più.

 

  1. Domanda all'Assessore.  Quando verrà concluso il lavoro di estirpazione ( visto che il mercato così ha deciso) e riconsegnato al pubblico godimento uno spettacolo meno squallido?

 

Il Passo del Boale :  Quanti cittadini hanno potuto prendere visione recentemente di come è stato ridotto il Passo del Boale? Vanno bene le rievocazioni storiche,  ottimo il ripristino dei luoghi della memoria,  meritevole la valorizzazione del teatro dello scontro del maggio del 1916, ma non era necessario riportare il  paesaggio a quei luttuosi giorni.

 

Un bombardamento prolungato avrebbe reso la zona meno spettrale. Un  intero paesaggio stravolto dalla radicale estirpazione della vegetazione. Il tutto per qualche centinaio di euro di cippato, perchè questo è stato il destino della vegetazione del Passo.

 

   L'assessore ha sempre operato in piene autonomia. L 'amministrazione  è entrata  poco e distrattamente  nel merito delle scelte fatte  (sempre ovviamente tecniche) tranne la vicenda del “Cippato “ fortunatamente sospesa e della messa in sicurezza della zona di Piazzina altrimenti destinata a vigneto privato.

 

   Unico tra gli Assessori suoi colleghi ha sempre rispettato gli obblighi e le scadenze per l'informazione , ha interessato gli operatori e l'Associazionismo, ha insomma onorato al meglio gli adempimenti formali con la collettività. Ma non ha mai accolto   richieste o segnalazioni che non fossero ispirate ad un  uso prevalentemente economico della risorsa boschiva o pastorale.

 

Tralasciamo la vicenda dei tagli in Via Gattioli e alla Piscina o del Cedro della Scuola Media

 

e gli scempi compiuti nell'alveo del Torrente Ala e sulla sponda destra dell'Adige all'altezza dell'abitato di Pilcante. Competenza  dell' Azienda di Sistemazione Montana questi ultimi due .  Auspichiamo un sereno e tranquillizzante approccio al pascolo delle Piccole Dolomiti riducendo con attenzione , lungimiranza e responsabilità la componente boschiva rappresentata dalle Mughe.

 

Anche laddove le condizioni di salubrità bosco lo richiedono, sostiamo che la condivisione degli interventi, una doverosa informazione, il coinvolgimento delle associazioni che  coltivano sensibilità diverse ma tutte ugualmente legittime, debbano costituire  la cifra della sensibilità. L'informazione e il coinvolgimento hanno un costo, come tutto in democrazia, gli interventi potrebbero anche risultare più lunghi perché frazionati o anche più costosi., ma la memoria di molti verrebbe rispettata e l'approccio reso meno impattante contribuirebbe al mantenimento di un clima meno conflittuale.

 

Noi abbiamo più volte proposte e ancora una volta lo formalizzazione:

 

  • si agisca in accordo, concordando con quanti di volta in volta potranno essere cointeressati agli interventi  informando, discutendo, programmando assieme

  • si faccia informazione anche ad li di quella istituzionale

  • si entri nelle scuole con un diverso spessore e una continuità maggiore di quanto viene ora messa in atto. L'autonomia scolastica, la competenza Provinciale  sono elementi a favore di un lavoro in accordo.

  • La ricca e interessante documentazione che istituzionalmente i servizi forestali  producono, si trovi il modo perché venga portata a conoscenza della cittadinanza, La favorevole ubicazione della Stazione Forestale nei centri commerciali potrebbe con poca spesa e buona volontà consentire l'approntamento di un punto luminoso informaticvo , attraverso il quale dare conto e significato all'azione comunale in questo ambito.

 

  • si usino al meglio gli strumenti in formativi tradizionali riservando all'ambiente spazi meno occasionali attivando forme di informazioni più efficaci e sicuramente apprezzate di quanto sinora fatto

 

come vede non solo una funzione di critica ma anche di proposta di collaborazione per quello che in ultima analisi dovrebbe è certamente è interesse comune.

 

      Cordialmente

 

Reredazione

 

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