La paura (ingiustificata) dell’orso

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Il progetto a tutti noto sotto il nome di "Life Ursus" può essere considerato un progetto di successo?

Da un punto di vista scientifico non possono sussistere dubbi: lo è. Mentre quando è stato avviato la popolazione di orsi trentina, ridotta a pochissimi esemplari isolati, era quasi certamente destinata all'estinzione, grazie alle re-introduzioni essa è andata progressivamente crescendo e le prospettive di stabilizzazione sono ottime.

Se però - nulla sapendo del progetto - ci limitassimo a leggere quanto riporta ciclicamente la stampa, soprattutto in primavera, quando gli orsi riprendono la loro attività dopo il periodo invernale, ne riporteremmo un'impressione diametralmente opposta e raggiungeremmo la conclusione che si tratta di un progetto disastroso: orsi che entrano ed escono a piacimento da stalle e pollai facendo stragi di animali domestici o che passeggiano tranquillamente nei centri abitati, cittadini terrorizzati che non si fidano più a passeggiare nei boschi, albergatori ed operatori turistici che tremano per le cancellazioni che mettono a repentaglio le presenze turistiche.

Com'è possibile essere arrivati a questo, ossia ad un così forte divario tra una storia di successo ed un apparente disastro? La risposta per noi si lega strettamente al discorso dell'informazione. Quest'aspetto è stato enormemente sottovalutato ed è qui che si sono commessi gli errori più gravi. Peccato, perché l'importanza di una corretta informazione era invece ben evidenziata nei documenti e negli studi di fattibilità del progetto. Ora, ovviamente, tutto è più difficile, ma noi siamo convinti che questo è il campo in cui bisogna operare, con impegno e con costanza. Per "informazione" non ci riferiamo solo agli aspetti più tecnici legati alla presenza degli orsi nel nostro territorio: come comportarsi per consentire una convivenza pacifica, quali atteggiamenti tenere in caso di incontri fortuiti, quali sono i provvedimenti da adottare da parte di chi svolge proprie attività nelle zone boschive e di montagna - questioni su cui del lavoro è stato fatto, ma in modo assolutamente insufficiente. A questi aspetti bisogna aggiungerne uno fondamentale, quello legato alla paura.

La paura è insita nella nostra natura, ognuno di noi ha delle paure, di vario genere. La paura in sé non è negativa: se in giusta dose e se rivolta verso i pericoli, ci consente appunto di evitarli e sopravvivere. Se incontrollata, diventa panico ed allora non è più utile, ma fonte essa stessa di comportamenti pericolosi. Se rivolta verso pericoli immaginari può diventare paranoia e assumere le forme delle malattie mentali da curare. Purtroppo molte persone hanno paura dell'orso. La loro paura è ingiustificata, ma non per questo è meno reale e di certo non può essere risolta con poche semplici frasi. Se però si lascia che la paura dell'orso si diffonda e cresca in modo incontrollato, le conseguenze non possono che essere quelle che vediamo oggi. Rientra tra i compiti di chi ricopre posizioni di responsabilità contrastare le paure ingiustificate, informando ed istruendo, responsabilmente, le persone, in tutti i modi possibili. Ignorarle, inducendo al silenzio anche coloro che avrebbero le conoscenze tecniche e scientifiche per informare, è una colpa; alimentarle ad arte, come purtroppo a volte certi politici fanno per biechi calcoli elettorali, è una colpa assai più grave.

Molte persone hanno paura di volare: anche questa è una paura ingiustificata. Affrontare un viaggio in automobile è infinitamente più pericoloso eppure quelle stesse persone che non vogliono salire su un aereo, non si preoccupano minimamente quando salgono sulla loro auto. Chi, avendo paura di volare, si è informato correttamente ed ha seguito i consigli forniti dagli esperti per superare la sua paura, non può che trarne un grande beneficio. Certo è che, a fronte della paura di volare di parte della popolazione, nessuno ha seriamente pensato di abolire gli aerei. Con un po’ di impegno e di buona volontà dovremmo arrivare a capire che, a fronte della paura dell'orso, la soluzione non è "l'abolizione dell'orso".

Mauro Nones

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