Ambito di competenza delle guardie zoofile

Ripetutamente, anche in conseguenza dell’infondatezza di altrui erronee informazioni, diffuse irresponsabilmente da altra entità “protezionistica” diversa dalla nostra Associazione, mi è stato chiesto di precisare e chiarire quale sia l’ambito operativo cui, in termini di vigilanza, possano dedicarsi le guardie zoofile.

Le indicazioni che andrò a fornire sono frutto di una ultraventennale esperienza diretta in materia, posto che esercito da più decenni il ruolo di Guardia Zoofila

La specifica norma da cui discendono i poteri di vigilanza delle guardie de quibus è l’art. 6, comma 2, della L. 20 luglio 2004, n° 189.

Ritengo che corra l’opportunità di riportare, testualmente, il dettato normativo sopra citato:

La vigilanza sul rispetto della presente legge e delle altre norme relative alla protezione degli animali è affidata, anche, con riguardo agli animali di affezione, nei limiti dei compiti attribuiti dai rispettivi decreti prefettizi di nomina, ai sensi degli articoli 55 e 57 del codice di procedura penale, alle guardie particolari giurate delle associazioni protezionistiche e zoofile riconosciute”.-

Prima di entrare nel merito della tematica oggetto di chiarimento, preciso che la nostra Associazione è riconosciuta fin dal gennaio 1989 e che le guardie di che trattasi svolgono funzioni di polizia giudiziaria.

Fino a poco tempo fa, una lettura frettolosa ed approssimativa della norma riportata tra il virgolettato, riteneva, e chi scrive era tra coloro che sosteneva motivatamente il contrario, che l’area di vigilanza di competenza potesse essere solo quella che riguardava soltanto cani e gatti, con esclusione, pertanto, di ogni attività di controllo nei confronti degli animali da reddito, esotici, etc.

A fare pregevole chiarezza è intervenuta, di recente, la Corte di Cassazione (sentenza n° 1001 del 18 maggio 2011) che ha così statuito: “La erroneità dell’ordinanza impugnata riguarda anche il secondo argomento relativo agli animali da affezione. Ed infatti, la lettura che viene data della L. 20 luglio 2004, n. 189, art. 6, comma 2, è esattamente contraria al tenore letterale della norma. La circostanza che la disposizione dica “anche”, con riferimento agli animali da affezione, è, infatti, estensiva. La norma recita (n.d.r.: viene riportato il virgolettato).. Detto in altri termini, perciò, il fatto che la disposizione, nell’opera di protezione degli animali, estenda il raggio di competenza delle guardie volontarie giurate di cui trattasi anche ai cd. animali da affezione produce un effetto ampliativo e non certo restrittivo della loro competenza”.

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