Aiuto, La Consulta!!!!

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Aiuto, la Consulta!|!!!!!

La sola ipotesi che la Corte Costituzionale, alla quale il Tribunale Amministrativo Regionale ha inoltrato per competenza il ricorso di due Associazioni Animaliste/Ambientaliste, contro la Caccia nei Parchi Naturali e per disciplinare quella praticata nei confronti della selvaggina di passo, è stato sufficiente per provocare una reazione allarmata , spesso pretestuosa e strumentale da parte di molti se non tutti i diretti responsabili.

Ha esordito il presidente dell'associazione cacciatori trentini – Sassudelli Giampaolo - paventando ribellioni difficilmente controllabili; hanno proseguito Caola Antonio e Zortea Giacobbe improvvisandosi esperti di antropologia culturale , dando corpo ad un lamentoso coro nella loro qualità di responsabili dei parchi naturali.

Pubblici Amministratori, questi ultimi , carenti di quel buon senso che dovrebbe invitarli alla riflessione e al silenzio davanti al compito giudicante del Giudice delle Leggi .

Avanguardie delle argomentazioni dei Politici? Mosche cocchiere e antesignani di ben altri e più pesanti interventi che certamente non mancheranno? Un sollecito alla ricerca di altri non richiesti pareri?

Quello che a tutti gli effetti è un normale atto di Giurisprudenza che prevede pronunciamento dirimente della Corte Costituzionale , diventa ai loro occhi l'ennesimo vulnus ad una specificità che ormai pochi credono ci appartenga per diritto, ma che molti giudicano e valutano sulla quotidianità dell'operato dell'Amministrazione.

Il TAR di Trento con attenta ed argomentata ordinanza di rimessione si è dimostrato in questo contenzioso amministrativo, giudice terzo ed imparziale, donde, in questa contingenza, il nostro incondizionato apprezzamento.

Alla Consulta si badi bene , non all' Eppaa , alla LIPU, al WWF, ad una delle Associazioni a difesa degli animali , ragionevolmente sospettabili di partigianeria, bensì al Supremo Organo di Giustizia , all'interpretazione del quale i responsabili pubblici si dovrebbero inchinare sospendendo per rispetto ogni qualsivoglia giudizio volto di fatto a precostituire un condizionamento? . Giudizio che potrebbe anche essere a loro favorevole (intanto facciamo le corna) e proprio la ovvia ed indiscutibile terzietà della Consulta dovrebbe suggerire prudenza, moderazione, compostezza e obiettività.

E' pur vero che un congruo numero di Attori Venatori può esercitare solo nei Parchi, essendo molte riserve di caccia ivi ubicate già ante approvazione della L.P. 6 maggio 1988, n. 18 (istitutiva dei parchi naturali Adamello-Brenta e Paneveggio-Pale di S. Martino, ma è altresì vero che la Provincia di Trento non può essere considerata alla stregua dell'isola di Tonga, dove tutto è permesso, considerato cvhe l'art. 11 della legge 6 dicembre 1991, n. 394 (Legge Quadro sulle Aree Protette – legge nazionale) vieta "la cattura, l'uccisione, il danneggiamento, il disturbo delle specie animali; all'evidente fine di tutelare un bene pubblico collettivo e non solo di taluni.
Solamente nel caso, e quindi non quale attività annuale e rutinaria, vi fosse la necessità di "ricomporre squilibri ecologici" il prelievo selettivo potrebbe essere attuato sotto la diretta responsabilità e sorveglianza dell'organismo di gestione del parco ed attuati dal personale da esso dipendente o da persone da esso autorizzate (art. 22 l. 394, citata).- Il che esclude che si possa attuare un'equipollenza tra prelievo selettivo e normale attività venatoria.

In buona sostanza, il prelievo selettivo, ove ne fosse preventivamente dimostrata l'assoluta necessità, rientrerebbe nella categoria dell'indispensabilità e non in quella del mero godimento "sportivo"....

Perché i Parchi Trentini sono sospettati di costituire una variante anomala? Semplicemente perché nei parchi naturali nazionali questo privilegio non spetta alla categoria venatoria ma viene esercitato da dipendenti dello Stato secondo regole e norme Nazionali e non come sovente accadde nel nostro territorio, sulla base di argomentazioni non di rado pretestuose.

Per una volta, non vale il richiamo di essere assimilati ai "fratelli" altoatesini", risultando la normativa di questi ultimi decisamente peggiorativa rispetto a quella Trentina. Evidentemente, le ragioni sono meno culturali e storicistiche, ma più semplicemente di bottega e poste a salvaguardia di precisi e definiti interessi di lobby.

Costoro, che non disdegnano di auto appellarsi " operatori ecologici", non esprimono verbo di fronte ai metodi di caccia con i richiami vivi, con trappole , inganni, esche disseminate nei boschi, ai sistemi di avvistamento e individuazione con video trappole, all'uso di tecnologie che svuotano di ogni residuo di veridicità , la definizione di attività sportiva.

Abbiamo già riportato come ad una recente conferenza/presentazione informativa sulla presenza del Lupo sul territorio Trentino, il presidente della locale sezione cacciatori abbia lamentato in modo dolorosamente accalorato e vittimistico la "sleale concorrenza" (n.d.a.) del predatore e l'impoverimento della selvaggina dovuto all'azione predatoria , chiedendo di valutare delle forme di compensazione. Non necessariamente con l'aumento dei capi da abbattere ma forse anche con un allentamento dei già flebili vincoli ( posti prevalentemente dagli ispettorati forestali ), ahi noi! anche loro come i consorzi forestali, nel mirino di quella che eufemisticamente è definita una semplificazione amministrativa, mentre in realtà nasconde solamente la volontà di allentare ogni forma di controllo super partes e subordinato ad interessi localistici.

La recente legislazione ispirata alla liberalizzazione delle strade forestali di arroccamento (quelle per intendersi al servizio degli Operatori economici e della tutela del territorio) e fatta per facilitare l'accesso a quanti esercitano l'azione venatoria , mascherata quest'ultima dall'ex presidente Dellai come "rimozione delle barriere architettoniche per portatori di handicap", rappresenta solo l'ultimo esempio di quanto abile e radicata sia la lobby delle doppiette.

Attendiamo, ora, pazientemente la pronuncia della Consulta con soddisfazione o rammarico, ma senza alcuna forma di sciovinistico condizionamento. Che i pubblici amministratori si dedichino nel frattempo ai loro compiti senza potenziare le già potenti lobby della caccia. Non ne hanno affatto bisogno.

A proposito, in un momento di crisi e difficoltà economica nel quale i sacrifici sono necessari e doverosi, la somma stanziata per l'associazionismo Animalista/ambientalista ammonta a complessivi 30.000 € circa, mentre quella destinata all'associazione cacciatori trentini supera gli 800.000 €, ai quali sono da aggiungere privilegi di altra natura quali il godimento della vasta e preziosa proprietà del Casteller sopra Mattarello a Trento , che nelle brochures pubblicitarie annovera la pomposa funzione di "clinica degli animali" nonché le risorse finanziarie, sempre a carico di Pantalone, impegnate per la ristrutturazione dell'edificio polifunzionale ivi esistente, concesso in comodato all'associazione anzidetta.
E' proprio vero, taluni e solo taluni possono contare su un buon numero di Santi in Paradiso, pardon in P.zza Dante..

E' opportuno precisare che l'invio degli atti alla Consulta è originato dal conflitto che i Magistrati del TAR hanno ritenuto sussistere tra una legge nazionale (394/1991) ed una legge provinciale (18/1988), la prima delle quali vieta l'esercizio della caccia nei parchi, mentre la seconda lo consente. Ed è notorio che in caso di contrasto la PRIMA prevale sulla SECONDA. non è contro una legge o una deliberazione della Giunta Provinciale.

Immaginabile, il clima che aleggia nelle stanze della monocola politica trentina che, in quanto tale, ha sempre avuto un solo occhio.. per le doppiette trentine, riservando un ostile ostracismo a chi è portatore di diversa sensibilità, ambiti nei quali sarebbe non soltanto auspicabile, ma pacificamente ovvio e necessario, che i funzionari deputati alla gestione pubblica dell'attività venatoria, fossero neutrali e dimostrassero la loro terzietà nei confronti del bene pubblico fauna.

La Redazione –Luciano Rizzi

 

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